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Storia delle carte di credito
Nella seconda metà XIX secolo, in seguito alla rivoluzione industriale e al boom economico, si sente progressivamente l’esigenza di sostituire il denaro contante con qualcosa di più pratico. Hanno così origine gli assegni e le cambiali, dei veri e propri titoli di credito emessi dagli enti finanziari con i quali era possibile acquistare prodotti presso gli esercizi commerciali che ne riconoscevano il valore. Il successivo passaggio verso l’introduzione della carta di credito si verifica nel 1914, quando la Western Union, istituto finanziario americano, rilascia ai suoi correntisti una tessera metallica per poter pagare ratealmente i propri servizi. Visto il successo di questo fenomeno anche altre compagnie come la General Petroleum Company o la AT&T creano delle carte apposite con cui si poteva pagare rispettivamente la benzina ed i servizi telefonici. Nel 1949 Diners Club distribuisce ai suoi iscritti circa 200 carte, riservate a personaggi estremamente facoltosi, che consentivano il pagamento del conto in oltre 40 ristoranti. La somma anticipata dalla Diners doveva essere rimborsata da parte del titolare della tessera entro i due mesi successivi. Nel 1951 viene introdotta la Charge-it Card, la prima e vera carta di credito erogata dalla Franklin National Bank a New York. Su quest’ultima venivano riportati i dati di riconoscimento del possessore: in questo modo l’uso che poteva esserne fatto era esclusivamente personale. Da qui anche le altre Banche rilasciano ai correntisti le proprie tessere: nel 1958 Bank of America mette in circolazione l’American Express, e sempre nello stesso anno, si sente parlare per la prima volta della Bankamericard, l’antenata dell’attuale carta revolving. Con quest’ultima i possessori potevano decidere se pagare totalmente l’addebito oppure se rimborsarlo a rate, versano una quota d’interesse mensile. Gli anni ’60 sono caratterizzati dal grande sviluppo delle carte di credito non solo tra le classi sociali più abbienti ma anche nella classe operaia: i vantaggi derivanti dall’utilizzo di questo strumento erano oramai noti a tutti. Visto il graduale incremento delle carte, le Banche iniziano ad associarsi tra di loro e ad offrire ai propri clienti servizi sempre più innovativi e concorrenziali: nel 1968 viene introdotta in California la Master Charge (che verrà poi chiamata Master-Card); mentre la Bankamericard cambia nome in Visa. Negli anni’70 la varie Banche americane si unirscono sempre di più finchè non rimangono le due grandi compagnie Visa e Master-Card. A fine decennio,inoltre, viene applicata la banda magnetica sulla carta di credito, per garantire una maggiore sicurezza sia ai titolari che agli stessi negozi, che decidono così di accettare più volentieri la presenza di questo nuovo mezzo di pagamento. In Italia le carte di credito erano già presenti dal 1958 ma venivano utilizzate principalmente dagli stranieri facoltosi e non erano accettate in tutti gli esercizi commerciali. Questa diffidenza nei confronti della tessera magnetica era dovuta soprattutto a motivi socio-culturali: non si credeva nella sicurezza e nelle caratteristiche potenziali della carta di credito. Solo nel 1986 viene fondato in Italia il primo Sistema Interbancario (SI), che si trasformata successivamente in CartaSi S.p.A. La compagnia, nel corso degli anni, diventa leader nel leader nel mercato italiano, offrendo una molteplicità di servizi. Gli anni’ 90 sono caratterizzati da una sempre più ampia accettazione della carta di credito da parte del popolo italiano e da una maggiore diffusione delle apparecchiature POS nei punti vendita. Nel 1993 viene aggiunto un microchip alla carta di credito al fine di garantire ai proprietari della stessa una maggiore sicurezza. In futuro le carte di credito sono destinate a trasformarsi in strumenti sempre più tecnologici e innovativi: le tessere più vecchie saranno progressivamente sostituite dalle Smart Card dotate tutte di microchip. Non solo, le Smart Card potranno diventare dei veri e propri documenti grazie alla presenza al loro interno di dati aggiuntivi come la patente, il codice fiscale e simili. Ancora in fase di testing, si sta pensando alla realizzazione di carte di credito che utilizzano come codice di sicurezza le impronte digitali. |
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